SCUOLA SENZA ZAINO
Il modello Senza Zaino ha preso avvio nella scuola primaria di Sondalo a partire da settembre 2024.
Il modello è basato su tre valori cardine: la responsabilità, per stimolare gli alunni ad essere protagonisti nell’apprendimento, l’ospitalità, come la cura dell’ambiente e un’organizzazione degli spazi accogliente e la comunità, per apprendere nella relazione, valorizzare il ruolo dei pari, scambiare pratiche e fare esperienza di cittadinanza.
La vita quotidiana in classe è scandita – a seconda dei momenti – da attività che possono essere uniche per tutti, da svolgersi in contemporanea, oppure diversificate per gruppi di lavoro e realizzate a rotazione nelle isole.
I materiali strutturati, gli strumenti e le schede didattiche permettono di differenziare le attività e di personalizzare i percorsi di apprendimento, assecondando i diversi modi e tempi di apprendere e i bisogni di ciascuno.
La gestione della classe orientata all’autonomia e al gruppo si basa su di un sistema di incarichi a rotazione e di procedure che vengono elaborate con i bambini e le bambine, coinvolgendoli attivamente nell’individuazione del processo da gestire per progettarne fasi e modalità, sperimentare le possibili soluzioni e modificarle secondo il bisogno.
Le aule e gli spazi comuni sono luoghi policentrici, flessibili e partecipati. I banchi individuali sono sostituiti da tavoloni che ospitano gruppi di alunni e alunne per lavorare a coppie, in piccolo gruppo, a isole o anche singolarmente, a seconda di quanto previsto dalle attività. Qui ognuno può trovare un sostegno e un aiuto dal compagno: si impara insieme, in un clima dove il confronto e il dialogo costituiscono un allenamento quotidiano alla convivenza, alla solidarietà e al rispetto reciproco.
In ogni isola i materiali didattici (penne, matite, pastelli, gomme, etc.) sono condivisi e rappresentano un “bene comune”: la responsabilità della loro gestione e dell’ordine è concordata e affidata direttamente ai bambini.
La cattedra è sostituita da una postazione snella e decentrata, per consentire una maggiore mobilità al docente, chiamato ad essere un osservatore dei processi (per conoscere e valutare più accuratamente ciascun alunno) e un“facilitatore” e mediatore dell’apprendimento, pronto ad affiancarsi ai bambini per allearsi contro l’errore e personalizzare le attività.